sabato 3 marzo 2012

INCONTRO CON GLI ALLIEVI DELL'ISTITUTO PROFESSIONALE DI MIRABELLA ECLANO




Il giorno 3 marzo i Maestri del Lavoro hanno incontrato gli studenti  del quinto anno dell’ Istituto Professionale  di Mirabella Eclano.
E’ stato questo il primo di una serie di incontri previsti dal protocollo di intesa sottoscritto tra il Consolato regionale degli M.d.L. e la Direzione dell’Ufficio Scolastico Provinciale il 27 settembre 2011.
Gli argomenti trattati hanno riguardato  la cultura del lavoro e le prospettive lavorative e/o universitarie degli studenti  dopo la maturità.
Al termine dell’ampio ed articolato seminario, è stato simulato con gli studenti un colloquio-tipo con un M.d.L. responsabile delle risorse umane.
Le lezioni sono state tenute, alla presenza della professoressa Grazia Troisi, dai Maestri del Lavoro: Attilio Pierni, Console provinciale e  Vincenzo Esposito, Antonio Ricciardi ed Antonio Scioscia della Commissione Scuola-Lavoro.
Alla giornata formativa ha partecipato anche la preside professoressa  Fiorella De Vizia che ha dimostrato grande interesse ed ha chiesto ai relatori di ripetere gli interventi anche nella seconda sede dell’ istituto di Gesualdo.
Grande soddisfazione anche da parte dei Maestri del Lavoro per l’entusiasmo e la partecipazione che hanno dimostrato gli studenti, per l’accoglienza avuta da parte della preside e dei docenti interessati al progetto.
Avellino , 3 marzo 2012

          da sinistra mdl :Antonio Scioscia,Antonio Ricciardi,Attilio Pierni(console provinciale),Vincenzo Esposito.
                                           I Maestri del lavoro e la professoressa Grazia Troisi.
                                 I Maestri del Lavoro e la preside professoressa Fiorella De Vizia




domenica 26 febbraio 2012

LA FEDERAZIONE MAESTRI DEL LAVORO D'ITALIA INCONTRA IL SEN.DE LUCA VICE PRES.COMMISSIONE INFORTUNI SUL LAVORO

 da sinistra:mdl S.Manfredi,mdl M.Corrente,mdl A.Brugni,Sen E.De Luca,mdl V.Esposito
Un convegno dibattito da organizzare ad Avellino sui temi della formazione e della sicurezza di lavoratori e luoghi di lavoro, con il coinvolgimento dei rappresentanti del mondo delle imprese, del mondo cattolico, di quello scolastico e di quello sindacale.
L'idea di promuovere l'iniziativa, prima tappa di un progetto da portare poi sul piano nazionale, è emersa nel corso dell'incontro, che si è svolto stamane al Senato, tra il senatore del Partito democratico Enzo De Luca e la delegazione della Federazione maestri del lavoro d'Italia, formata dai quattro maestri del lavoro dott. Amilcare Brugni (presidente nazionale), dott. Silvio Manfredi (segretario generale), ing. Vincenzo Esposito (responsabile nazionale per il Sud Italia della Commissione scuola-lavoro) e dott. Mario Rosario Corrente (responsabile Commissione scuola-lavoro per la provincia di Napoli e responsabile regionale per la sicurezza sul lavoro).
Durante il colloquio, che si inserisce nell'ambito delle attività del sen. De Luca, capogruppo del Pd nella Commissione di inchiesta su infortuni sul lavoro e morti bianche, finalizzate a potenziare la diffusione della cultura della formazione e della sicurezza sui luoghi di lavoro sul territorio nazionale, i rappresentanti della Federazione - Ente morale si sono detti disponibili a tenere nelle scuole di ogni ordine e grado lezioni di educazione alla sicurezza sul lavoro, così come più volte proposto dal sen. De Luca nelle audizioni e nelle iniziative organizzate dalla Commissione di inchiesta su infortuni sul lavoro e morti bianche.

venerdì 10 febbraio 2012

10 FEBBRAIO: RICORDO DELLE FOIBE

 IL CONSOLATO DI AVELLINO,NELLA" GIORNATA DEL RICORDO" SI UNISCE ALLE ISTITUZIONI E AI  CITTADINI SENSIBILI NEL RINNOVARE LA MEMORIA DELLA TRAGEDIA DEGLI ITALIANI E DI TUTTE LE VITTIME DELLE FOIBE. 

Il ‘Giorno del Ricordo’, in memoria delle foibe e dell'esodo giuliano-dalmata,è stato isituito con la legge n.92 del 30 marzo 2004. 
 Una foiba e’ una cavita’ carsica, solitamente di origine naturale,con ingresso a strapiombo. Le foibe sono diffuse soprattutto nella provincia di Trieste, nelle zone della Slovenia gia’ parte della scomparsa regione Venezia Giulia nonche’ in molte zone dell'Istria e della Dalmazia.
Attualmente sono un argomento studiato sotto il punto di vista storico, per essere state durante la Seconda Guerra Mondiale e nell'immediato dopoguerra, utilizzate dalla truppe di Tito per l'uccisione e conseguente occultamento di migliaia di italiani, durante la pulizia etnica anti-italiana avvenuta nella citta’ di Trieste e nelle regioni nord orientali italiane(Istria). Moltissimi venivano buttati vivi e lasciati morire di fame.


venerdì 20 gennaio 2012

Il Peccato e le sue conseguenze

Leggendo la Bibbia, nel Vecchio Testamento si incontrano spesso i termini: mancanza, iniquità, ribellione, debito, ingiustizia, come di realtà attinenti le relazioni umane e che noi, a partire dal Nuovo Testamento, chiamiamo peccati.
Generalmente il peccatore è presentato come colui che fa il male agli occhi di Dio: il cattivo che si oppone al buono.
Tutta la storia della salvezza è riportata come una serie infinita di tentativi di Dio di strappare l’uomo al suo peccato. Essa si percepisce come una rivelazione sull’uomo e su Dio. Infatti, attraverso l'approfondimento del mistero del peccato è possibile conoscere i limiti dell’uomo e l’amore misericordioso di Dio.
Il peccato delle origini è l’evento da cui bisogna partire. Esso è essenzialmente una disobbedienza con cui l’uomo si oppone coscientemente e deliberatamente a Dio, violando uno dei Suoi precetti. Adamo ed Eva hanno ceduto alla suggestione di poter conoscere il Bene e il Male. Hanno creduto di potersi sostituire a Dio per decidere del bene e del male. Hanno rigettato l'amicizia di Dio, perché volevano essere i soli padroni del loro destino.
L’insinuazione del serpente inocula nell’uomo il dubbio e la diffidenza sulla verità dei precetti di Dio: fa apparire Dio come un essere interessato, tutto occupato a proteggersi contro la Sua creatura.
Il peccato ha corrotto l’uomo nel suo spirito e, poiché provoca una perversione nel rapporto con Dio di cui è l’immagine, in definitiva comporta un atteggiamento contro se stesso. Da ciò si spiegano le così gravi conseguenze del peccato sulla vita dell'uomo e sull'ambiente che lo circonda.
Con il peccato originale, tra Dio e l’uomo, tutto cambia improvvisamente: l’uomo non tratta più Dio con i sentimenti di amicizia preesistente, si vergogna del suo stato e si nasconde. Non è più capace di stare alla presenza di Dio e, spinto dal demonio, si organizza per farne a meno; rinuncia all’ ”Albero della vita”, e si consegna alla morte.
Con la mancanza di amore, fraternità, solidarietà, accoglienza, condivisione e con la contemporanea instaurazione della cupidigia, arroganza, superbia, egoismo, diffidenza si realizza anche la rottura dei rapporti tra i membri della società umana che, come conseguenza, ha comportato nei secoli l'inarrestabile crescita della guerra, dell’omicidio, del furto, del libertinaggio, dell’adulterio, della frode, dell’avarizia, dell’invidia,   dell’idolatria passata e moderna, della solitudine e dell'egoismo.
Sono tutte cose cattive che derivano dal disprezzo della conoscenza di Dio. L’uomo caduto in balia del demonio commette tutto ciò che è indegno, dando origine a una lunga serie di peccati personali, strutturali e sociali, verso se stesso, verso gli altri e verso Dio.
Ma Se l’uomo cade preda del peccato per opera del demonio, il ritorno dell’uomo a Dio non può che essere opera di Dio. La misericordia di Dio per il peccatore trova la sua massima espressione nel dono di Gesù Cristo e della Sua Grazia all’umanità.
Nel Vangelo Gesù ci spiega che il peccato si trova ovunque, anche in coloro che si credono giusti perché rispettano i precetti di una fede esteriore. Invece. il peccato è dentro l’uomo: è il cuore dell’uomo il luogo dove crescono tutti i progetti di perversione.
Gesù in mezzo ai peccatori ha sempre predicato la conversione del cuore, un mutamento radicale dello spirito dell’uomo che lo ponga nella disposizione di farsi guidare dallo spirito di Dio. L’unica condizione necessaria per ottenere la reintegrazione nell’amore di Dio, per ottenere il Suo perdono, è la volontà dell’uomo di ritornare a Dio: Dio non può concedere il perdono a chi non lo chiede e non decide liberamente di ritornare ad amare se stesso, Dio e il prossimo.
L’uomo deve quindi rinunciare alla sua volontà di indipendenza, accettare la sua condizione di creatura, lasciarsi amare da Dio accogliendo e praticando i Suoi precetti.


Mdl Giovanni Adamo

Dal settimanale "Il Ponte" del 14/01/2011